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  Da credenti in politica: ripartiamo da Camaldoli

Data di pubblicazione: Lunedì, 4 Novembre 2013

RASSEGNA STAMPA :: Da credenti in politica: ripartiamo da Camaldoli
  • Data articolo originale
  • Sabato, 2 Novembre 2013

Di Carlo Costalli, presidente del Movimento Cristiano Lavoratori, per l'Avvenire del 2/11/2013.

Per il presidente Costalli c’è bisogno di gettare oggi le basi culturali per progettare la ripresa e la rinascita dell’Italia

E' passato poco più di un anno dall’incontro di Todi 2, un percorso iniziato a Senigallia nel settembre 2008, a margine del tradizionale seminario Mcl di fine estate, con la felice intuizione di dar vita ad un tavolo di elaborazione culturale e politica intorno al quale riunire i movimenti di ispirazione cattolica del mondo del lavoro.
Le due motivazioni principali furono: offrire una risposta concreta all’appello per la nascita di una nuova classe dirigente di cattolici, lanciato da Benedetto XVI; porre le basi per una nuova incisiva presenza dei cattolici nella politica e nella società italiana.
In pochi mesi questa intuizione prende consistenza e, già nel febbraio del 2009, nasce ufficialmente il «Forum » cui aderiscono i movimenti più importanti del mondo del lavoro.
Un risultato di grande rilievo perché non era scontato che nell’ambito di un mondo cattolico da lungo tempo attraversato da sensibilità, culturalmente e politicamente, molto differenziate e talora configgenti, si riuscisse a ricreare un punto di convergenza operativo su una linea fortemente identitaria.
è Todi 1 si sviluppa allorché, dopo il fallimento dell’utopia comunista, irrompe sulla scena, con la crisi finanziaria mondiale, anche il fallimento del capitalismo mercatista.
Riemerge, in questo quadro, il ruolo, sempre più centrale e strategico, della Chiesa e della dottrina sociale, mentre diventa più evidente e allarmante il vuoto lasciato dall’assenza e dalla subalternità dei cattolici.
Il Forum si confronta, dunque, con la politica ed è inevitabile che debba misurarsi con la crisi del sistema.
Assieme a buona parte del mondo cattolico guarda con simpatia l’ipotesi di un movimento che, partendo dall’esperienza del governo Monti, sia in grado di superare, nella logica del popolarismo europeo, l’anomalia del moderatismo italiano.
è questa la grande aspettativa di Todi 2 che resta senza riscontro anche perché si rivelano illusorie le speranze riposte nel movimento montiano che rifluisce rapidamente verso un neocentrismo velleitario, rimanendo ambiguo e silente sui valori e sulla visione della vita. In quei giorni, il professor Zamagni scrive della famosa Agenda Monti: «Da Monti un bel documento ma senz’anima ». Le vicende di questi giorni completano il quadro montiano.
Il Forum di Todi, invece, salva la propria anima, pur a fronte di ambiguità e di personalismi, annullando, clamorosamente, un incontro tra Monti ed i movimenti nello scorso gennaio.
Grazie a questa scelta, il Forum esce dalla vicenda a schiena dritta mantenendo intatto il proprio patrimonio di credibilità. Ed è proprio partendo da qui che si deve riprendere il filo, mai spezzato, dell’impegno, proseguendo sul cammino iniziato a Senigallia.
è richiamandosi «all’anima di Camaldoli », ma sulla linea di Todi, che i cattolici debbono impegnarsi per gettare le basi culturali e politiche per la ripresa e la rinascita del nostro Paese.
Come ha recentemente scritto il professor Ornaghi su Vita e Pensiero, la rivista dell’Università Cattolica, «dell’anima di Camaldoli» abbiamo bisogno anche per non giungere impreparati, o amareggiati, da qualche deludente tentativo di questi ultimi anni, al «dopo» cui ci sta spingendo il combinarsi e reciproco rafforzarsi della perdurata crisi economica e della crisi irreversibile, al termine di un ciclo ventennale, dell’attuale sistema partitico. In molti dei suoi caratteri iniziali, questo «dopo», è già condizionato da ciò che avviene oggi. Lo è rispetto alle soluzioni più o meno parziali e soddisfacenti che si daranno alle pesanti questioni sociali ed economiche. Lo è rispetto allo scompaginamento in atto nelle aggregazioni partitiche e ai loro sforzi di ricomporsi in modo nuovo «sotto la guida di leadership differenti, dietro vessilli di idee e ideali da troppo tempo assenti dalla politica»: neppure a quest’ultimo appuntamento bisognerebbe giungere senza preparazione o tardivamente.

Carlo Costalli
Presidente del Movimento Cristiano Lavoratori
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