Forumlab.org Logo
Ricerca

Video

Archivio video degli eventi del Forum e delle Associazioni e streaming in tempo reale.

Fotogallery

Gallerie fotografiche dei convegni e degli altri eventi promossi dal Forum.

Forum regionali

Eventi, documenti e notizie direttamente dai forum costituiti a livello regionale.

La Buona Politica per tornare a crescere

Sei in:   RASSEGNA STAMPA (47)

  I cattolici, il partito e il ruolo del premier

Data di pubblicazione: Venerdì, 15 Giugno 2012

RASSEGNA STAMPA :: I cattolici, il partito e il ruolo del premier

di Roberto Mazzotta
in “Corriere della Sera” del 15 giugno 2012

Caro direttore,
nell'articolo molto condivisibile pubblicato dal Corriere della Sera, il professor Antiseri augura la
fine della diaspora politica dei cattolici e la formazione di un partito sturziano di cristiani «liberali e
solidali». Gli fa seguito, sempre sul Corriere, il ministro Riccardi con alcune osservazioni
realistiche e necessariamente non conclusive. Vediamo se riesco a fare qualche piccolo passo avanti.
Partiamo dal contesto. Io non partecipo alle rappresentazioni del carro di Tespi del catastrofismo.
Penso però che conviveremo a lungo con un pesante rallentamento delle attività e abbiamo
purtroppo ritrovato la povertà che eravamo riusciti a battere come malattia sociale. Una consumata
abilità ha consentito di mettere in campo un Governo di persone per bene che alterna piccoli
miracoli a modesti errori, ma il termine della legislatura è terribilmente vicino e il quadro
dell'offerta politica è molto debole. è opportuno però non trascurare le positività su cui si potrebbe
contare, come la nostra capacità di lavoro, di risparmio, di umanità. Vi è quindi una domanda
immensa di buona politica. In queste condizioni se il cosiddetto «mondo cattolico» continuasse a
rimanere disperso e quindi sostanzialmente assente, si macchierebbe di una colpa grave. è certo che
la società italiana è ben diversa rispetto ai tempi di Sturzo o di De Gasperi. La realtà non è più la
stessa e quella che Antiseri chiama con il suo umorismo semplificatorio «la truppa» oggi è tutta
un'altra cosa. Però, attenzione c'è un però, l'esigenza di oggi non è quella di realizzare potenti
schieramenti da contrapporre a «nemici» storici o politici, ma è quella di concorrere a colmare un
vuoto che è diventato pericoloso e che porterà alla crisi civile, se non si troveranno rimedi. Occorre
avviare un nuovo ciclo politico, mettendo come fattore comune l'impegno per tutelare le libertà
personali e collettive, far vivere una società solidale, ricostruire le condizioni dello sviluppo e del
lavoro. è un progetto possibile che ha come metodo l'apertura, come connotazione la laicità, come
sostanza la ricchezza dei valori etici e civili ben presenti ed esemplari nelle storie politiche dei
cristiani, dei liberali e dei socialisti che realizzarono la liberazione e la ricostruzione. Il forum delle
Associazioni riunì l'anno scorso a Todi uno schieramento largo e omogeneo, le Acli e la Cisl, le
cooperative e gli artigiani, i coltivatori diretti e le piccole imprese e con loro l'associazionismo
cristiano che opera nel mondo della cultura, della comunicazione, della pratica religiosa per un
primo confronto di propositi. Il mese scorso ha pubblicato un documento unitario, «Per la buona
politica», e intende proseguire la sua strada di riflessione e di proposta. Si tratta di un lavoro
prezioso che, se concorreranno le condizioni e le volontà necessarie, è in grado di assumere la
consistenza di un progetto politico dotato di idee forti, aggiornate e aperte e sostenuto da strutture
articolate e rappresentative. Ma quale progetto? La discussione è aperta e la strettezza dei tempi la
costringerà a essere concludente. La mia convinzione è che si debba percorrere una strada in
qualche modo già segnata. Il panorama delle forze politiche che hanno fin qui occupato la scena ha
le caratteristiche che tutti vedono. D'altra parte gli interessi italiani sono nella bufera, al centro di
una crisi europea che non consente vuoti di potere o manifestazioni di confusione politica. Né
possiamo permetterci dal risultato elettorale della primavera prossima esiti simili a quello greco. Se
fossimo previdenti, avremmo il dovere di assegnare alle forze riunificate e riattivate
dall'associazionismo cristiano il compito di funzionare come elemento aggregante delle energie vive
del Paese, favorendo un vasto rassemblement capace di chiedere agli elettori di dare una base forte
e stabile di legittimità democratica alla continuità di un'azione di governo che possa essere efficace
e credibile là dove è necessario e decisivo esserlo, a Bruxelles, a Berlino, a Washington. Possiamo
convenire, essendoci guardati intorno, che il ruolo indispensabile di «federatore» di quel
rassemblement spetti al capo del governo che porta il Paese alle elezioni e chiede ai cittadini di
poter continuare un lavoro altrimenti lasciato a metà con l'autorevolezza che deriva solamente dalla
volontà popolare. A un simile proposito, laico e riformatore, l'associazionismo cristiano saprebbe
anche offrire una parte di nuova classe dirigente, preparata e pulita, già sperimentata nel lavoro
sociale e civile in tutte le realtà del Paese. Un amico mi ha suggerito un bel verso di Hölderlin: «Là
dove è il pericolo cresce anche ciò che salva». Dobbiamo crederci.

Roberto Mazzotta
Presidente Istituto Luigi Sturzo — Roma
 Torna ad inizio pagina 

Documenti allegati

Nessun documento allegato

Articoli correlati

Nessun elemento correlato

Links

Nessun link correlato

Forumlab.org

Segreteria del Forum
c/o Movimento Cristiano Lavoratori
Via L.Luzzatti, 13/a 00185 ROMA
Tel: +39 06 700 5110
Fax: +39 06 772 0938
E-Mail:
info@forumlab.org
infoforum@mcl.it