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  "Cattolici, è ora di un nuovo soggetto politico"

Data di pubblicazione: Giovedì, 14 Giugno 2012

RASSEGNA STAMPA :: "Cattolici, è ora di un nuovo soggetto politico"

Corriere della Sera del 14/06/2012   (G. G. V. ed. Nazionale   p. 17)

Todi 2 Il presidente del Movimento cristiano lavoratori: «Penso a Passera, Ornaghi e Bonanni. Noi identitari, non confessionali»
Carlo Costalli: «No all'uso dei valori come steccati è finita l'epoca del leader demiurgo calato dall'alto» Le coppie di fatto «Sto più con Fioroni che con Bersani. Ma sulle coppie di fatto serve una regolamentazione laica»


ROMA - «Guardi, alla fine i miei amici nel mondo cattolico e nella Chiesa - quelli pragmatici, e ce ne sono tanti - si pongono e ci pongono una domanda molto semplice: scendiamo in campo per partecipare alla gestione della cosa pubblica in modo tale che tutta la prossima legislazione possa esserne influenzata in modo positivo, oppure facciamo i grillini di centro, ci chiudiamo nelle sagrestie e lasciamo che alle leggi ci pensino, con tutto il rispetto, Vendola e Bonino?».
Carlo Costalli è il presidente del Movimento cristiano lavoratori, 345 mila iscritti, nonché tra gli artefici di quel «forum di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro» che riunisce sette associazioni (Acli, Cdo, Cisl, Coldiretti, Confartigianato e Confcooperative, oltre al Mcl) e ha animato il convegno di Todi a ottobre e il manifesto di «Todi 2» presentato due settimane fa.
Domani, spiega, parlerà al consiglio nazionale del suo movimento. Problema: che farà il forum da grande? «Siamo in tanti, dentro e fuori, a pensarlo: è il momento di rendere indispensabile la creazione di un nuovo movimento politico». Un partito? Costalli sorride, «mi hanno detto di non parlare di partito, diciamo un movimento capace di parlare un linguaggio nuovo, di verità: va creato consenso anche sulle questioni scomode». Ecco, appunto. Il «manifesto» di «Todi 2» elenca una serie di punti, modifica del sistema fiscale, sostegno alle imprese, centralità della famiglia, pluralità di scuole, welfare moderno e sussidiario, nuova legge elettorale con preferenze e così via. Ma come la mettiamo con i temi etici, i «valori non negoziabili», quelli per cui se Bersani apre a una «legge per le unioni civili» Fioroni s'inalbera in nome del «no ai matrimoni gay» e finiscono per dividersi gli stessi cattolici come ai tempi dei Dico? «Non c'è dubbio che i temi legati ai valori siano quelli che ci stanno più a cuore. Però noi guardiamo a un movimento che sia identitario, ma non confessionale. Vorrei fosse ben chiaro: io non penso al partitino cattolico integralista. Dentro e fuori il forum, sono in tanti a vederla come me: pensiamo a una grande area moderata e riformista, aperta ai laici e nella quale sia forte la presenza del movimento cattolico».
Sì, ma sul riconoscimento dei diritti alle coppie di fatto, gay o etero, come si fa, ad esempio? «L'essenziale è evitare lo scontro frontale. è chiaro che se si arrivasse a questo punto, o di qua o di là, io starei piuttosto con Fioroni che con Bersani. Per un cattolico la famiglia è fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, ce lo ha ricordato il Papa a Milano», ribatte Costalli. «Però se la domanda è sui principi non negoziabili, allora dico che sono i fondamenti per un discorso più ampio. Quei principi non sono temi dogmatici da innalzare a mo' di steccati, come fa il Pdl. Non si fa così. Siamo sempre disponibili a discutere, a confrontarci. Certo non approverò mai l'eutanasia. Ma sulle coppie di fatto, per dire, una regolamentazione laica va data. Non parliamo di matrimonio, distinguiamo bene, definiamole laicamente in altro modo e si potrà trovare una soluzione senza barriere né scontri».
Resta il problema del leader: perché non fare nomi? «Io veramente ne farò. Quello che abbiamo detto è che è finita l'epoca del leader demiurgo, calato dall'alto. Come Berlusconi». E Montezemolo? «Risponde allo stesso prototipo». Quindi? «La cosa fondamentale è la discontinuità nei progetti. Di persone che si possano assumere questa responsabilità ce ne sono, nel governo come nel sindacato, da Raffaele Bonanni a Corrado Passera a Lorenzo Ornaghi...».
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