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  Da Todi al progetto degli Stati Uniti d'Europa    

Data di pubblicazione: Venerdì, 8 Giugno 2012

RASSEGNA STAMPA :: Da Todi al progetto degli Stati Uniti d'Europa    

Il prossimo 25 giugno si rinnova il forum di ispirazione cattolica

Di Gianpiero Gamaleri per www.lindro.it/

Il prossimo appuntamento è per il 25 giugno p.v.. Parleranno di come coordinare la nostra politica con lo scenario europeo, al fine di spostare l’asse di equilibrio dell’Unione in avanti, respingendo le tentazioni di fare i passi indietro che la speculazione finanziaria sull’Euro indurrebbe a fare.
Sto parlando degli aderenti al Forum delle persone e delle Associazioni di ispirazione cattolica del mondo del lavoro, che è meglio conosciuto come ’il gruppo di Todi’, dal nome della cittadina umbra in cui ha fatto la sua prima riunione il 17 ottobre dell’anno scorso.
Poco dopo veniva costituito il governo Monti, e la pubblica opinione ha subito collegato quell’iniziativa alla cooptazione nel governo stesso di personalità come Andrea Riccardi e Lorenzo Ornaghi. Ma i promotori del gruppo tengono a precisare che non si deve intendere in alcun modo come un percorso per collocare uomini al vertice, ma per alimentare una ben maggiore ambizione: quella di immettere nel nostro tessuto politico e sociale enzimi di etica, di efficienza, di attenzione al “bene comune” tali da contribuire sensibilmente al superamento dell’attuale crisi. Un’intenzione esplicitamente ribadita in un recente incontro-conferenza stampa tenutosi all’Istituto Sturzo di Roma.
Ma facciamo un passo indietro e torniamo a Todi. Con un linguaggio coerente con il mondo cattolico, si parlò allora di ’fumata bianca’, combinando così un sostantivo legato al conclave con un aggettivo riecheggiante i momenti più felici della Dc, balena bianca, appunto.
Questa fumata bianca non è però venuta dal camino della Cappella Sistina, ma da quello del convento francescano di Montesanto, alle porte di Todi, pochi minuti dopo la fine della Messa celebrata nella chiesa interna da monsignor Vincenzo Paglia, vescovo di Terni e presidente della Conferenza episcopale umbra. Poco dopo, ha fatto il suo ingresso nel grande salone del convento il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, salutato dagli applausi di tutti i partecipanti, circa una cinquantina, fra i quali i presidenti delle sette associazioni che compongono il Forum: Raffaele Bonanni per la Cisl, Andrea Olivero per le Acli, Bernhard Scholz per la Compagnia delle Opere, Sergio Marini per la Coldiretti, Giorgio Guerrini per la Confartigianato, Luigi Marino per la Confcooperative e Carlo Costalli per il Movimento cristiano lavoratori. Portavoce era stato designato Natale Forlani.
Gli interventi si sono articolati in tre sezioni, due mattutine e una pomeridiana, rigorosamente a porte chiuse. La relazione del Cardinale, però, era stata resa nota. Essa diceva in apertura:La partecipazione alla sfera sociale è un obbligo, e se per nessuno è possibile l’assenteismo sociale, per i cristiani è un peccato di omissione”.
E si concludeva con queste parole: “I cristiani hanno ricevuto il dono della fede, un bagaglio dottrinale, morale e sociale che ha ispirato e fondato quell’umanesimo plenario di cui tutti godono anche se a volte sembrano volerne dimenticare o rinnegare le radici antiche e sempre feconde. Portare a tutti e in ogni ambiente questo patrimonio, con la coerenza della vita e il coraggio della parola fino alle conseguenze sociali, è un servizio doveroso poiché è un bene per tutti”.

E così il ’gruppo di Todi’ ha lavorato sodo in questi mesi in cui la situazione sociale si è ulteriormente aggravata e la necessità di iniezioni di carità cristiana si è particolarmente acuita di fronte alla crudeltà di un capitalismo senza remore e di una finanza che scorrazza allo stato brado. Basti pensare ai suicidi degli imprenditori e degli artigiani, alla disperazione di tanti lavoratori. Tutte cattive notizie che nelle ultime settimane sono state soverchiate solo dal catastrofico terremoto dell’Emilia Romagna. Un altro evento che sta dimostrando, anche con la sua imprevedibilità, che ci può, anzi ci deve essere un modello di convivenza diverso e più fraterno se si vuole venire fuori da questo tunnel. E’ paradossalmente il modello che potremmo chiamare: ’tutti uguali sotto le tende’ che compensa il grave disagio con la scoperta di nuove modalità di convivenza, di solidarietà, di affetto e di laboriosità.
Ma vediamo, in sintesi, a che punto è arrivata la riflessione degli amici del Forum. Uno slogan da loro usato èdai valori al bene comune”. Il concetto è chiaro: non si può costruire niente di buono se non si attinge ai valori che abbiamo dentro, prima che la durezza dell’attuale situazione porti a spegnerli. Si tratta di valori fondanti e condivisi, come il rispetto della vita in ogni sua fase, la predilezione per la famiglia, il lavoro come mezzo per affermare la libertà e la dignità delle persone, il proprio legame con il territorio e la sua storia, la capacità di tenere insieme uno sguardo universale – tanto più necessario in epoca di globalizzazione – e una attenzione al particolare, al contributo specifico che possiamo dare al miglioramento della situazione.
Di qui un altro capitolo di questa riflessione: occorre trovare un nuovo equilibrio tra stato, economia e società civile, stando dalla parte di chi lavora, di chi investe, di chi protegge e valorizza le cosiddette fasce deboli perché proprio esse possono dare il valore aggiunto per uscire dalle attuali difficoltà.
Questo, per sommi capi, è il messaggio del Forum. Ma, come dicevamo, è solo l’inizio di un cammino. Il prossimo appuntamento del 25 giugno, ha già un tema preciso: ’Gli Stati Uniti d'Europa e le riforme del sistema Italia’. Il titolo conferma la volontà di buttare il cuore oltre l’ostacolo, così come fecero subito dopo la guerra i padri fondatori Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer e Robert Schuman, non a caso tre leader di dichiarata ispirazione cristiana. Quasi quasi si potrebbe coniare una nuova sigla: non più UE, ma USE, United State of Europe. Montecassino fu una profonda ferita della Seconda Guerra Mondiale. Chissà che non capiti il miracolo che, rimarginata, sia il luogo simbolico da cui far ripartire la ricostruzione del bene comune del nostro Continente e del mondo intero. Buon lavoro, amici del Forum.
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